Piante rampicanti consigli utili, caratteristiche e specie

Piante rampicanti consigli utili

Piante rampicanti da interni ed esterni

Molti pensano che le piante rampicanti siano adatte solo per spazi esterni come i giardini, ma sapevate che possono essere coltivate anche in spazi interni? Le piante rampicanti aggiungono ricchezza e profondità a qualsiasi spazio e con le giuste conoscenze, avrai piante rampicanti sane e rigogliose. Ciò che è ancora meglio è che certe specie di piante rampicanti possono anche crescere bene negli spazi interni, così puoi goderti i loro benefici in ogni momento! Che tu sia un esperto in giardinaggio o no, piante rampicanti consigli utilisulle piante rampicanti ti aiuteranno a conoscere tutto ciò che devi sapere sulla coltivazione di specie rampicanti all’interno e all’esterno.

Piante rampicanti: specie e caratteristiche 

Una pianta rampicante è un tipo di pianta che si arrampica su alberi e altri sostegni. Molte piante rampicanti sono viti i cui fusti avvolgono alberi e rami ma ci sono altri metodi di arrampicata. I botanici dividono queste specie in due grandi gruppi: liane e viti. Le prime tipicamente intrecciano i loro steli intorno al supporto. Hanno fusti ruvidi o setole rivolte verso il basso per aerare la presa. Alcuni esempi di liane sono: l’edera, la clemantis e il caprifoglio. Le viti invece, utilizzano i viticci, fusti modificati e specializzati, ventose, spine e altri metodi per autosostenersi. Alcuni esempi includono: la rosa rampicante, la passiflora e la vite canadese. Ma a questo tipo appartengono anche glicine e ipomea.

Sostegni per piante rampicanti

Per alcune specie rampicanti è indispensabile il sistema di supporto, come un traliccio, ma per altre no, perciò è importante fare una ricerca e determinare quali piante ti piacerebbe coltivare e se ti dovrai servire di una struttura a traliccio in legno o in metallo. Potrai creare da te il tuo traliccio oppure acquistarlo qui a Napoli presso il tuo centro di giardinaggio. Ma le strutture che supportano le specie rampicanti sono anche recinti, muri, archi, porticati e portici. Però fai attenzione: le piante rampicanti possono diventare molto pesanti, dovrai assicurati che il tuo supporto sia durevole e abbastanza resistente. A seconda del tipo di pianta che stai coltivando adeguerai le tue cure. Per i viticci che hanno bisogno di un supporto orizzontale da afferrare e a cui legarsi, potrai usare anche una rete con maglie da 4/5 cm; la maggior parte di queste piante ha bisogno di molta acqua per mantenere le radici umide, specialmente durante la fioritura. Alcune piante rampicanti usano radichette staminali per aderire con forza alle superfici. Queste radici sono forti e quando vengono rimosse possono danneggiare il supporto su cui erano attaccate.

Piante rampicanti sempreverdi crescita veloce

Uno dei motivi principali per cui amiamo le piante rampicanti è la loro rigogliosità, ma questo non significa che i rampicanti non vadano tagliati. Tutt’altro. Le piante rampicanti proprio per la facilità e la rapidità con cui si sviluppano e crescono, hanno la tendenza ( e la capacità) ad invadere gli spazi, passare da un supporto all’altro, avvinghiarsi sulla vegetazione vicina soffocandola. Per questo è importante, dopo la fioritura o a fine estate ridimensionare i rampicanti. Prima di piantare un rampicante informati se si tratta di una specie a crescita lenta, se ciò dovesse corrispondere maggiormente alle tue esigenze. Le piante rampicanti sempreverdi vengono sempre più spesso lasciare crescere sulle pareti delle case dove fungono da cappotto isolante. Apprezzatissime sui pergolati in estate per la loro ombra, possiamo goderne anche in inverno, in casa: le viti indoor possono essere coltivate in vasi sospesi in qualsiasi angolo della casa regalandoci relax e benessere e migliorando la qualità dell’aria.

 

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Come portare l’ulivo – Consigli partici

Come portare l’ulivo?

Che cos’è la potatura dell’ulivo

La potatura dell’ulivo, albero da frutto della famiglia Oleaceae chiamato anche olivo e molto diffuso a livello europeo, soprattutto, in Italia, Spagna, Francia e nelle zone mediterranee, è un intervento necessario per aumentare la produzione delle olive, da mangiare o da spremere, e per migliorare la forma dell’albero ai fini funzionali e ornamentali. Infatti, l’olivo, per natura, cresce in modo irregolare, cioè eccessivamente e disordinatamente, fino ad assomigliare ad un cespuglio. Al riguardo, tale forma riduce l’areazione e la luce diretta ai rami della pianta diminuendone la resa produttiva dei frutti. Inoltre, è bene evidenziare che lo stato fisiologico dell’albero dell’ulivo, il bisogno di raccogliere meccanicamente le olive, l’età e la varietà della pianta ed anche il clima stagionale influenzano quando e come effettuare gli interventi di potatura. Ma, quando e come potare l’ulivo? Ecco alcuni consigli pratici del giardiniere in tuo aiuto!

Quando potare l’ulivo

Il periodo giusto per potare l’ulivo è dopo l’inverno, fra l’inizio della primavera e il mese di maggio, cioè quando il clima più mite e stabile favorisce la cicatrizzazione delle ferite del legno e c’è un’intensa fioritura della pianta. Al riguardo, le ferite più grandi lasciate dai tagli della potatura sul legno dell’ulivo vanno protette con specifici prodotti a base di rame o di mastice cicatrizzante per prevenire le infestazioni di parassiti. La potatura dell’olivo si deve effettuare ogni anno oppure, al massimo, ogni due anni per le piante di ulivo più giovani.

Come effettuare la potatura dell’ulivo

Il taglio dei rami e delle parti vegetative, che deve essere netto ed eseguito con decisione e precisione pcome potare l'ulivoer evitare di sfilacciare la corteccia, è la tipica tecnica per potare l’olivo. Ma, prima di potare è importante decidere quali zone tagliare. A tal proposito, i rami dell’ulivo d’interesse per la potatura sono, soprattutto, i succhioni, i polloni, quelli fruttiferi e di prolungamento. Nello specifico, la potatura dell’olivo si effettua tagliando dall’alto verso il basso della chioma sia le branche dei rami più produttivi, per favorirne la germogliazione, la fioritura e la produzione di olive, che quei rami più lunghi perché poco produttivi. Inoltre, vanno potati a partire dalla base anche:

– i rami molto robusti e sterili (succhioni e polloni), in quanto consumano troppe sostanze nutritive proveniente dal terreno;

– i rami interni, per migliorare l’areazione della pianta e la penetrazione della luce;

– i rami più vecchi;

– i rami rotti;

– i rami secchi;

– i rami che si incrociano;

– i rami troppo ravvicinati, ad una distanza inferiore ai 50 cm, e quelli meno funzionali.

I primi tagli da fare sono quelli più grandi. E’ importante non tagliare il punto di unione tra il ramo e il tronco dell’albero (collare) per non indebolirlo nei confronti degli eventi esterni. Il taglio ideale lascia la superficie delle ferite dei rami regolare, liscia e con un’inclinazione adatta a permettere il drenaggio dell’acqua piovana evitando così che il legno marcisca per l’accumulo di eccessiva umidità. Il taglio regolare, inoltre, facilita la cicatrizzazione delle ferite proteggendo il legno dell’ulivo dalle infestazioni di insetti, funghi e parassiti.

Quali strumenti usare per potare l’ulivo

Gli attrezzi principali, dotati di lame ben affilate, pulite e disinfettate, per potare l’ulivo sono:

– le forbici telescopiche;

– le forbici pneumatiche;

– le cesoie a incudine, manuali o automatiche;

– la scuretta;

– il troncarami a cricchetto;

– il coltello;

– la motosega;

– la roncola (o ronca);

– la sega;

– il segaccio.

Quali tipi di potature si realizzano sull’ulivo

La potatura dell’ulivo può essere:

– di impianto, quando viene realizzata poco dopo il primo sviluppo della pianta d’ulivo;

– di allevamento (o di formazione), se viene fatta durante la crescita dell’olivo per eliminare i rami improduttivi. Si tratta di una potatura leggera (lieve) che riguarda il 15-20% della chioma;

– di ringiovanimento, quando viene effettuata sugli ulivi più vecchi sfoltendone abbondantemente le chiome (fino al 40%). Si tratta di una potatura pesante (intensa);

– di mantenimento, quando viene fatta per contenere la crescita dell’ulivo;

– di riforma (o di ristrutturazione), se realizzata per apportare un miglioramento alla crescita delle chiome degli alberi;

– di fruttificazione (o di produzione), quando viene effettuata per aumentare ed ottimizzare la produzione e la qualità delle olive;

– di ritorno, se i tagli vengono fatti per accorciare o eliminare alcune parti delle branche per aumentarne l’attività vegetativa.

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Irrigazione giardino: impianto irrigazione e irrigazione a goccia

Al fine di salvaguardare la longevità dello spazio verde e la qualità del nostro giardino, è indispensabile somministrare ad ogni specifica pianta la quantità d’acqua della quale ha bisogno, senza esagerare né limitarsi troppo con le dosi. Fornire il giusto fabbisogno dove, come e quando occorre è il principio che regola il metodo dell’irrigazione a goccia.

Un impianto pienamente efficiente e ben calibrato in base alle esigenze delle piante garantirà una buona ossigenatura del terreno, condizione ideale per il corretto sviluppo di ogni elemento del giardino. Ultimo ma non meno importante, questo sistema aiuterà a ridurre gli sprechi d’acqua. Ma come procedere per allestirne uno?

Vediamolo qui di seguito con questa breve guida, che illustra come procedere passo dopo passo.

Costruire un impianto di irrigazione a goccia fai da te

impianto di irrigazione a goccia

Creare un impianto di irrigazione su misura per il giardino non è un’impresa impossibile: sarà sufficiente avere un po’ di tempo a disposizione, oltre ad una passione per il bricolage ed un minimo di pollice verde. Il primo passo da compiere consiste nel procurarsi una centralina per l’irrigazione, che andrà collegata al rubinetto. Questo dispositivo programmabile consente di regolare la frequenza e la quantità d’acqua da distribuire durante l’irrigazione quotidiana, uno strumento utile a chi non può prendersi cura tutti i giorni del proprio giardino. Le centraline in possesso di funzioni più avanzate sono inoltre munite di appositi sensori in grado di percepire la presenza della pioggia, evitando così di mettersi in azione quando madre natura provvede spontaneamente a fornire acqua al prato e alle piante.

Come regolare i tubi dell’impianto

Il secondo passo è l’acquisto dei tubi, la cui lunghezza varia a seconda delle dimensioni dell’area da irrigare. Il tubo principale prende il nome di tubo collettore, sul quale si dovranno effettuare dei piccoli fori per mezzo di una fustella foratubi; degli appositi raccordi consentiranno di collegare il tubo principale con quelli secondari in prossimità di ogni foro, creando così un circuito con delle derivazioni. Si dovranno quindi comprare gocciolatori emicroirrigatori, che riceveranno l’acqua regolata dalla centralina per mezzo dei tubi. La loro funzione è essenziale nel sistema dell’impianto di irrigazione a goccia, in quanto sono responsabili per la distribuzione di un flusso preciso e continuo, adattabile alle necessità del suolo. Collegare i diversi elementi dell’impianto non è difficile: i tubi e gli irrigatori potranno essere collocati presso diversi punti del giardino, ma anche sui vasi e sulle aiuole. Il sistema di irrigazione a goccia è anche applicabile sul balcone, grazie alla versatilità dei suoi componenti. Una volta giunto l’inverno o quando non si intende più utilizzare l’impianto, si consiglia di smontare i suoi elementi e lavarli accuratamente: saranno così sempre pronti per il prossimo impiego.

Potatura rose: quando effettuarla e come potare

La potatura delle rose deve essere effettuata in maniera periodica poiché ha la funzione di mantenere equilibrata e armoniosa la forma della pianta. Per potare le rose nella maniera corretta e garantire quindi una fioritura abbondante, è importante capire di quale specie di rosa si tratta.

esemplare di rosa

Ad ognuna la sua potatura

Il modo in cui saranno potate le rose andrà ad influire sulla prossima fioritura e, inoltre, ogni specie richiede un tipo di potatura diverso. Sebbene le varietà di rose esistenti sono circa 20’000, queste possono essere suddivide in tre categorie:

  1. varietà a cespuglio
  2. varietà arbustive e sarmentose
  3. varietà nane

Poiché il modo in cui si andrà a potare le rose influenzerà la successiva fioritura della pianta, questa deve tenere conto dello scopo per il quale verrà effettuata. A seguito di una potatura più consistente, si avranno infatti meno fiori ma di dimensioni maggiori, mentre un intervento di potatura ridotta porterà ad avere un numero maggiore di fiori ma con dimensioni minori.

Quando si potano le rose

Parlando di potatura delle rose, generalmente si fa riferimento a tre distinti periodi dell’anno, in quanto si ha una potatura invernale, una potatura estiva e, in alcuni casi, anche una potatura autunnale.

Solitamente il periodo ideale per potare le rose, escludendo però le varietà rampicanti, è nelle 2,3 settimane che precedono la ripresa vegetativa e dunque tra la fine di gennaio e l’inizio di marzo.

Potatura invernale delle rose

La potatura invernale ha come scopo primario quello di rimuovere i rami secchi o rovinati dal freddo. Si tratta di una potatura consistente e per questo motivo è sconsigliato effettuarla su piante molto giovani.

Potatura estiva delle rose

rosa canina cinorridi

In estate invece è bene procedere, dopo la fioritura, con la potatura dei fiori appassiti. Questi ultimi infatti vanno rimossi prima della formazione dei cinorrodi, che indeboliscono la pianta e non consentono una seconda fioritura.

A seconda della varietà di rosa, dopo la prima fioritura e la rimozione dei fiori appassiti, si avrà un’ulteriore fioritura dopo circa 6-10 settimane. La potatura estiva può essere eseguita anche diverse volte al fine di ottenere più di una fioritura.

Come potare le rose

Le rose a cespuglio hanno bisogno di un intervento di potatura che abbia lo scopo di diradare i rami, così da eliminare quelli in eccesso e rafforzare quelli più robusti. Questa varietà di rose è infatti caratterizzata dalla presenza di numerosi piccoli rami, che creano un aspetto disordinato della pianta; vanno recisi a circa 30 centimetri di distanza dal terreno.

Le rose a cespuglio vanno potate invece seguendo una tecnica denominata cimatura: si procede eliminando l’apice della pianta cosicché questa possa svilupparsi lateralmente e produrre una fioritura più abbondante.

Le varietà di rose nane invece vanno potate il meno possibile. L’operazione di potatura è esclusivamente finalizzata alla rimozione dei rami secchi o rovinati.

Come coltivare il geranio? Consigli per una fioritura perfetta

Oltre ad essere molto ornamentale, grazie ai vivaci colori che vanno dal bianco al fucsia, passando per il rosso ed il rosa, queste piante sono anche facili da coltivare.
Se vuoi rallegrare il tuo balcone o la tua aiuola, ti consiglio in questo articolo alcuni segreti per imparare come coltivare il geranio.

Geranio: meglio in vaso o in giardino?

Il geranio, da questo punto di vista, è una pianta molto versatile. Non riscontra, infatti, nessun problema, sia in vaso, sia piantato a terra. Va però detto che, se è vero che il geranio si trova meglio in zone soleggiate, un’’esposizione prolungata al sole estivo potrebbe danneggiarlo. In questo caso la coltivazione in vaso potrebbe risultare più comoda in quanto ti permetterebbe di mettere al riparo i gerani.

Gerani: quando seminarli, tempi di germinazione e trapianto

gerani parigini in vasoNel caso tu voglia piantare i gerani in vaso è bene preparare i vasi. Se hai già del terriccio, puoi utilizzarlo e magari arricchirlo con del compost, soprattutto se già il terriccio è stato sfruttato. Ancora meglio sarebbe acquistare un terriccio apposito per piante da fiore mescolato a della torba bionda e a della sabbia, preferibilmente non troppo fine. La giusta proporzione sarebbe 3 parti di terriccio, una di torba e una di sabbia.

Da evitare sono i ristagni d’acqua, quindi sul fondo mettere dell’argilla espansa o della ghiaia.
La semina del geranio, che sia in vaso o a terra, può essere fatta in due periodi dell’’anno. Il primo coincide con l’’inizio della primavera, tra Marzo ed Aprile, mentre il secondo periodo coincide con l’’inizio dell’’autunno, tra Settembre ed Ottobre.

Una volta seminati, i semi impiegheranno circa 10 giorni per iniziare a germinare, tempistiche che possono cambiare a seconda della temperatura. Sia che le piantine siano seminate da te, sia che siano state acquistate in un vivaio, il periodo ideale per travasarle è ad inizio primavera, nel mese di Marzo.

I gerani resistono bene alla siccità, ma se vuoi che il tuo balcone o la tua aiuola sia sempre in fiore, annaffiali spesso, ma senza esagerare con la quantità d’acqua. Per una fioritura ancora più abbondante potresti aggiungere un fertilizzante adatto.

Potatura e parassiti

fiore di geranioÈ bene tenere il geranio pulito da fiori secchi. Per rimuoverli esegui una cimatura, rimuovendo i fiori secchi alla base. Queste attenzioni ti permetteranno di avere una fioritura abbondante.

La pianta del geranio è soggetta alle infestazioni di afidi e cocciniglia. Un consiglio è quello di verificare, durante le fasi di potatura o mentre si annaffia, l’’eventuale presenza di larve o di questi parassiti. Se dovessero essere presenti, potresti dapprima procedere con la rimozione manuale e poi acquistare o realizzare un pesticida apposito.

Se opti per i rimedi naturali, contro gli afidi è molto utile diluire circa 20 gr di alcol puro in un litro d’acqua e spruzzarlo, meglio ancora direttamente sui parassiti, ogni 3 giorni. Può sembrarti strano, ma anche il sapone di Marsiglia è molto efficace contro i parassiti. Acquistane uno che sia completamente realizzato con ingredienti naturali, diluiscine circa 20 cc in un litro d’acqua e spruzzalo direttamente sui parassiti. Il sapone di ;arsiglia ne ostruirà le vie respiratorie debellando l’infestazione.

Per un effetto ancora scenografico

Se vuoi dare al tuo balcone o alla tua aiuola un effetto ancora più scenografico, anziché puntare su un unico colore, potresti scegliere gerani di diverse colorazioni, creando dei contrasti cromatici ad effetto.
In alternativa, puoi decidere di accostare al geranio delle petunie o delle surfinie che vanno a riempire gli spazi vuoti.

Chiedi un consiglio al nostro giardiniere

Non hai proprio il cosiddetto “pollice verde”? Vorresti approfondire aspetti pratici del giardinaggio “fai da te”? Richiedi un consiglio al nostro giardiniere nei pressi di Napoli, sempre on line per darti aiuto tempestivo e risolutivo.

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Sia che hai un terrazzo pieno di piante in vaso che un ampio giardino con alberi da frutto, il nostro giardiniere esperto in agronomia e agrotecnica potrà supportarti nel migliore dei modi.

E’ semplice e gratuito! In brevissimo tempo potrai essere ricontatto per informazioni pratiche ed efficaci. Se necessario ti forniremo anche preventivi gratuiti e senza impegno, sia online che telefonicamente.

Consigli dal nostro giardiniere a Napoli..

Molte persone ci contattano per sapere come difendere le proprie piante da parassiti e malattie, altri vogliono sapere come si fa all’acquisto a scegliere piante in buona salute e produttive. Altri ci chiedono consigli su cosa fare quando si va in vacanza, altri ancora ci contattano per disporre nel modo più giusto alberi e piante ornamentali nella fase di messa a dimora.

I nostri giardinieri attivi a Napoli sono lieti di fornirvi segreti, tecniche ed istruzioni per avere cura con intelligenza delle vostre piante da appartamento e da balcone, nonché di arbusti e aiuole. Vi citiamo solo alcuni degli argomenti più richiesti nella speranza che potranno esservi utili.

Vacanze…come fare con le piante?

Si avvicina il momento delle vacanze estive e non tutti hanno la possibilità di lasciare le proprie piante ad un vicino o ad un parente nella speranza che se ne occupi con la maggior cura e passione. Se questo è il vostro caso non preoccupatevi esistono piccoli stratagemmi per non vanificare in 15 giorni tutto il lavoro di un anno e ritrovare le piante in perfetto stato di salute.

In estate se avete delle zone all’aria parte in cui il sole diretto arriva solo qualche ora nel mattino potete lasciare lì le vostre piante almeno queste potranno prendere l’umidità e la luce naturalmente. Prima di partire effettuate abbondanti annaffiature, facendo attenzione a rimuovere i sottovasi. Ricordate che il residuo di acqua sotto le piante favorisce l’insorgere di malattie fungine.

Se questo non fosse possibile avete almeno due alternative per innaffiare in modo automatico le vostre piante. 

Introducete una cannula spessa nel terriccio ad una profondità di 2,5 cm nel terreno. Introducete l’altra estremità della cannula in un serbatoio pieno d’acqua. La pianta gradualmente assorbirà da se l’acqua.

Un altro metodo è quello di inzuppare d’acqua della carta assorbente che poggerà parte su un piano asciutto e parte in un contenitore pieno d’acqua. Poi poggiate le piante, senza sottovaso, sulla parte asciutta. Esse riceveranno l’acqua senza esserne sature.

Di seguito due breve illustrazioni per farvi vedere entrambi le operazioni.

Rimedi di Giardiniere a NapoliRimedi di Giardiniere Napoli

Qual’è la disposizione migliore per le piante?

Nel disporre le piante nelle varie stanze della vostra casa dovete tenere conto del loro grado di adattabilità e delle loro necessità fisiologiche. Determinati luoghi presentano delle caratteristiche ambientali (umidità e calore) vantaggiosi o svantaggiosi per determinati tipi di piante.

Ad esempio nel bagno si possono sistemare felci ed edere che hanno bisogno di un ambiente caldo-umido, lo stesso vale per la cucina in cui stanno bene felci e violette africane. Nelle scale, dove di solito non c’è molta luce, è buono collocare piante robuste come ficus o fatsia.

Un altro fattore da tener conto negli appartamenti è il periodo invernale in cui bisogna fare i conti con il caldo secco dei termosifoni o delle stufe. Le piante tropicali subiscono dei forti shock termici in quanto sono abituate a forti condizioni di umidità.

Anche lo spegnimento brusco dei termosifoni durante le ore notturne provoca un abbassamento innaturale delle temperature che provoca nelle piante il rallentamento dello sviluppo vegetativo.

Cercate di posizionare le piante lontano da porte, finestre e termosifoni. L’ideale sarebbe posizionare le piante al centro della stanza. Se non potete evitare di posizionare le piante vicino porte e finestre proteggetele dagli sbalzi termici con doppivetri o tende molto spesse.

Anche se le piante da appartamento hanno bisogno di luce ricordatevi che i raggi solari diretti provocano ustioni. I locali rivolti a sud bene illuminati sono perfetti per le piante ma proteggetele dal sole diretto magari posizionandole dietro le tende.

Se seguirete questi piccoli consigli donati con il cuore dal nostro Giardiniere a Napoli ne trarrete grandi benefici sia voi che le vostre piante!